Il vento caldo o freddo, violento o carezzevole. Eccitante o mortale. Il vento libero di andare e tornare. Libero di volare.
Lo sento arrivare.
E' come una coppia di fuochi che parte da due punti diversi.
Uno prende vita tra le dita dei piedi.
L'altro all'attacatura dei capelli.
Cominciano a muoversi all'unisono.
Il primo si dirige verso le pieghe delle ginocchia.
L'altro punta ai lobi delle orecchie.
Si muovono piano. Indolenti.
Per ora.
Quasi ad aspettar che il vento li guidi.
Ed il vento arriva.
Ed è impaziente.
I duoi fuochi aumentano d'intensità. Comiciano a muoversi a zig zag.
Insofferenti all'attesa.
L'uno verso l'alto.
L'altro verso il basso.
Uno è arrivato ormai all'altezza delle cosce.
L'altro si è fatto spazio tra il collo e le spalle.
Accellerano.
Uno è giunto ai seni e gira vorticoso intoro ai capezzoli.
L'altro si è soffermato all'inguine.
Aspetta. Aspetta che il fratello gemello lo raggiunga. Ed intanto fa ardere quella pelle sottile.
Uno si fionda furioso sull'ombelico. Sente il richiamo dell'altro.
Sono come impazziti.
Smaniosi di unirsi.
Lì.
In quel caldo solco che dorme all'ombra della carnosa collina.
Perchè sanno che solo in quel momento ed in quel luogo raggiungeranno la potenza massima.
Corrono.
Ora.
Sempre più veloci.
L'uno verso l'altro.
E finalmente si uniscono.
E avvampano.
Bruciano.
Esplodono.
E si spengono.
Vinti dalla rugiada che copiosa bagna le loro fiamme.
Pensavo: Cosa posso regalarmi per Pasqua? Uova no. Ne mangerò a quintali giù. Colomba, no. Me l’hanno già regalata. Il classico capretto, nooooooo. Mi fa impressione e non mi piace neanche tanto.
Così stamattina, uscita dal tribunale, approfittando della bella giornata, camminavo lentamente verso lo studio e…..Puff! Ho trovato il mio regalo pasquale. Anzi i miei due regali pasquali!
Secondo voi?
Un piccolo sforzo, su, che un po’ dovreste conoscermi ormai!
Niente?
Va bè, ve lo dico io.
Il primo: un romanzo di cui avevo letto sul blog di cenere. Il titolo è “Il Minotauro” di Benjamin Tammuz. Non conosco l’autore, ma il titolo aggiunto ad un breve brano che avevo letto, mi aveva affascinato. E poi oggi devo fare 6 ore di treno per tornare a Napoli e quale migliore compagnia di un buon libro?!
Il secondo: un completino intimo. Modello: “bambina perversa”. Di raso, colore rosa schoking e rifiniture in pizzo bianco latte. Lo stavo corteggiando da un po’, lo avevo anche provato ed oggi mi sono detta” Il prezzo è compatibile con le mie tasche, mi sta da favola, allora perché no?! E poi con le autoreggenti panna, direi che è perfetto! ”
Ripensando ai miei acquisti, mi viene in mente la battuta di una mia carissima amica riguardo a due regali, dello stesso tenore, ricevuti al mio compleanno.
“ Amica mia ti hanno fatto un regalo per la mente ed uno per l’amante!!!!”
Mai definizione mi è parsa più azzeccata!
Dunque la mente c’è. Sana e forte, nonostante i normali momenti bui…( Vedi post precedente)
L’amante……quello non c’è! Ma vuoi che mi uscisse fuori dall’Uovo di Pasqua!!! Devo pur prepararmi all’evento! E poi, se proprio non mi riesce con l’Uovo, posso sempre optare per un Primo Maggio a Lourdes!
E con questa scontatissima battuta, vi lascio e vi auguro:
BUONA PASQUA
Gonna a tubino, giacca avvitata e camicetta di seta. In perfetto tono serioso da Tribunale.
Cammino spedita per gli enormi corridoi tra il ronzio assordante di mille e mille voci. Oggi non ho voglia di esserne invasa ed allora metto su le cuffiette con la mia musica e proseguo.
Il mio passo diventa subito più fluido ed armonioso.
Vado nei vari uffici, deposito atti, controllo fascicoli tra i vari “Dica avvocato” degli addetti alla giustizia e i “Buon lavoro” dispensati da me con un sorriso.
Ho un piccolo segreto oggi. Sotto i vestiti seri e professionali nascondo una mise oltremodo sexi.
Guepiere, reggicalze e sottana di seta.
Il contatto della mia pelle con la seta fa nascere piccole onde di piacere lungo la schiena e lo sfregamento della pelle nuda proprio lì dove diventa più morbida mi riscalda gli occhi e non solo.
Mi piace indossare biancheria sensuale. Mi piace sentirla addosso.
Il caldo della giornata si mescola a quello dei miei pensieri.
Decido di fare una pausa caffè e poi vado in cortile a fumare una sigaretta. C’è un muretto dove sono solita sedermi. Ed è li che vado, stando attenta quando accavallo le gambe a non mostrare il mio segreto. L’aria fresca s’insinua tra le pieghe della sottana, regalandomi un brivido di piacere.
Tutti corrono, si affannano, parlano. Tutti “vestiti” da avvocato.
Mi chiedo se oggi, in questo luogo rigido e formale ci sia qualcuno come me.
Qualcuno che sotto l’abito da professionista abbia la pelle appassionata e morbida.
Proprio come la mia.
Ho voglia di un bacio. Caldo, umido, profondo. Con gli occhi chiusi per gustarne il sapore.
Un bacio da bere come un bicchiere di corposo rosso. Che non disseta ma al contrario aumenta l’arsura, tanto che ne vuoi bere ancora ed ancora.
Un bacio da mangiare come un budino al cioccolato. I primi cucchiaini accolti con le labbra socchiuse, quasi ritrose per poi aprirsi per sentire appieno il retrogusto un po’ amaro del cacao, lasciando scorrere la lingua sui bordi per non perderne neanche una goccia.
Un bacio avido della mia saliva come fosse una sorgente alla quale abbeverarsi. Che esplori piano la mia bocca e poi acceleri, avido dei miei sapori.
Un bacio bramoso di sfiorare, leccare, succhiare, mordere.
Un bacio.
E mi accorgo che mentre scrivevo, i miei denti torturavano le labbra.
Mi fermo. Vado allo specchio e quasi non riconosco questa bocca resa rossa dal loro passaggio.
E dal desiderio.
Ho proprio voglia di un bacio stasera.