Il vento caldo o freddo, violento o carezzevole. Eccitante o mortale. Il vento libero di andare e tornare. Libero di volare.
Gonna a tubino, giacca avvitata e camicetta di seta. In perfetto tono serioso da Tribunale.
Cammino spedita per gli enormi corridoi tra il ronzio assordante di mille e mille voci. Oggi non ho voglia di esserne invasa ed allora metto su le cuffiette con la mia musica e proseguo.
Il mio passo diventa subito più fluido ed armonioso.
Vado nei vari uffici, deposito atti, controllo fascicoli tra i vari “Dica avvocato” degli addetti alla giustizia e i “Buon lavoro” dispensati da me con un sorriso.
Ho un piccolo segreto oggi. Sotto i vestiti seri e professionali nascondo una mise oltremodo sexi.
Guepiere, reggicalze e sottana di seta.
Il contatto della mia pelle con la seta fa nascere piccole onde di piacere lungo la schiena e lo sfregamento della pelle nuda proprio lì dove diventa più morbida mi riscalda gli occhi e non solo.
Mi piace indossare biancheria sensuale. Mi piace sentirla addosso.
Il caldo della giornata si mescola a quello dei miei pensieri.
Decido di fare una pausa caffè e poi vado in cortile a fumare una sigaretta. C’è un muretto dove sono solita sedermi. Ed è li che vado, stando attenta quando accavallo le gambe a non mostrare il mio segreto. L’aria fresca s’insinua tra le pieghe della sottana, regalandomi un brivido di piacere.
Tutti corrono, si affannano, parlano. Tutti “vestiti” da avvocato.
Mi chiedo se oggi, in questo luogo rigido e formale ci sia qualcuno come me.
Qualcuno che sotto l’abito da professionista abbia la pelle appassionata e morbida.
Proprio come la mia.