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mercoledì, 05 marzo 2008

E la voglia continua...


postato da: iisabel alle ore 09:35 | link | commenti (1)
categorie: voglie, sensi, oggetti smarriti
martedì, 04 marzo 2008

Voglie...

Ho voglia di un  bacio. Caldo, umido, profondo. Con gli occhi chiusi per gustarne il sapore.

Un bacio da bere come un bicchiere di corposo rosso. Che non disseta ma al contrario aumenta l’arsura, tanto che ne vuoi bere ancora ed ancora.

Un bacio da mangiare come un budino al cioccolato. I primi cucchiaini accolti con le labbra socchiuse, quasi ritrose per poi aprirsi per sentire appieno il retrogusto un po’ amaro del cacao, lasciando scorrere la lingua sui bordi per non perderne neanche una goccia.

Un bacio avido della mia saliva come fosse una sorgente alla quale abbeverarsi. Che esplori piano la mia bocca e poi acceleri, avido dei miei sapori.

Un bacio bramoso di sfiorare, leccare, succhiare, mordere.

Un bacio.

E mi accorgo che mentre scrivevo, i miei denti torturavano le labbra.

Mi fermo. Vado allo specchio e quasi non riconosco questa bocca resa rossa dal loro passaggio.

E dal desiderio.

Ho proprio voglia di un bacio stasera.


postato da: iisabel alle ore 17:56 | link | commenti (6)
categorie: voglie, sensi, oggetti smarriti
martedì, 26 febbraio 2008

Bocca di rosa

In questi giorni in cui le mie parole restano imprigionate in gola. In cui il silenzio accompagna i miei occhi. In cui le notti sono agitate dai sogni. In questi giorni disperati e profondi riascolto la voce di De Andrè e affido alla sua bocca i miei pensieri.

Ha scritto testi che oggi dovrebbero essere urlati dalla gente per le strade. “Storia di un impiegato” “ Anime salve”, “La buona novella” scritti in tempi diversi ma pieni di fermento e di idee e di Rivoluzione. Se ognuno potesse ascoltarle ad occhi chiusi e cuore aperto, forse si potrebbe ancora tentare di cambiare. Di cambiare.

E poi ha parlato di amore. Quello dell’anima e della carne .Quello che va e viene. Quello che riempie e strazia e imprigiona e accarezza.

Ho visto un servizio su di lui ieri sera. C’era la moglie con quegli occhi luminosi e ancora stupiti per l’amore di Fabrizio. E mi sono commossa come una bambina e ho scoperto che lui si riconosceva in una canzone in particolare. Una di quelle più conosciute e apparentemente meno impegnate. Ed è stata bella questa scoperta. Così oggi, in questo cielo grigio, io ve la ricordo.

BOCCA DI ROSA

La chiamavano Bocca di Rosa
metteva l'amore metteva l'amore
la chiamavano Bocca di Rosa
metteva l'amore sopra ogni cosa

Appena scesa alla stazione
del paesino di Sant'Ilario
tutti s'accorsero con uno sguardo
che non si trattava d'un missionario

C'è chi l'amore lo fa per noia
chi se lo sceglie per professione
Bocca di Rosa né l'uno né l'altro
lei lo faceva per passione

Ma la passione spesso conduce
a soddisfare le proprie voglie
senza indagare se il concupito
ha il cuore libero oppure ha moglie

E fu così che da un giorno all'altro
Bocca di Rosa si tirò addosso
l'ira funesta delle cagnette
a cui aveva sottratto l'osso

Ma le comari d'un paesino
non brillano certo in iniziativa
le contromisure fino a quel punto
si limitavano all'invettiva

Si sa che la gente dà buoni consigli
sentendosi come Gesù nel tempio
si sa che la gente dà buoni consigli
se non può più dare cattivo esempio

Così una vecchia mai stata moglie
senza mai figli senza più voglie
si prese la briga e di certo il gusto
di dare a tutte il consiglio giusto

E rivolgendosi alle cornute
le apostrofò con parole argute:
"Il furto d'amore sarà punito"
disse "dall'ordine costituito"

E quelle andarono dal commissario
e dissero senza parafrasare:
"Quella schifosa ha già troppi clienti
più di un consorzio alimentare"

Ed arrivarono quattro gendarmi
con i pennacchi con i pennacchi
ed arrivarono quattro gendarmi
con i pennacchi e con le armi

Spesso gli sbirri e i carabinieri
al proprio dovere vengono meno
ma non quando sono in alta riforme
e l'accompagnarono al primo treno

Alla stazione c'erano tutti
dal commissario al sacrestano
altra stazione c'erano tutti
con gli occhi rossi e il cappello in mano

A salutare chi per un poco
senza pretese senza pretese
a salutare chi per un poco
portò l'amore nel paese

C'era un cartello giallo
con una scritta nera
diceva: "Addio Bocca di Rosa
con te se ne parte la primavera"

Ma una notizia un po' originale
non ha bisogno di alcun giornale
come una freccia dall'arco scocca
vola veloce di bocca in bocca

E alla stazione successiva
molta più gente di quando partiva
chi manda un bacio chi getta un fiore
chi si prenota per due ore

Persino il parroco che non disprezza
fra un miserere e un'estrema unzione
il bene effimero della bellezza
la vuole accanto in processione

E con la Vergine in prima fila
e Bocca di Rosa poco lontano
si porta a spasso per il paese
l'amore sacro e l'amor profano


postato da: iisabel alle ore 12:21 | link | commenti (5)
categorie: libertà, oggetti smarriti, certe notti, certi giorni
venerdì, 25 gennaio 2008

Questa italia

Ops......è caduto!

postato da: iisabel alle ore 10:19 | link | commenti (6)
categorie: oggetti smarriti, politica e politicanti
giovedì, 10 gennaio 2008

In silenzio

 E' uno di quei momenti in cui devo legarmi le mani

 


postato da: iisabel alle ore 20:27 | link | commenti (7)
categorie: mancanze, oggetti smarriti, certe notti
sabato, 01 dicembre 2007

Senza confessare mai

Parole affilate come coltelli.

E la mia pelle trema.

E trema l’anima che annichilita va a nascondersi sotto le coperte. Cercando il calore delle proprie carezze.

E avrebbe forse dovuto gridare “ Non farmi male. Tu. Non farmi male”

Ma l’antico pudore l’aveva abituata a  non mostrare il fianco. A regalare la parte più calda e carnale. A nascondere la fragilità dietro occhiali rossi di sicurezza e determinazione e passione. Che pure erano parte di lei.Ma non le sole. 

Senza confessare mai la commozione per le sue carezze.

Senza confessare mai la paura delle sue carezze.

Senza confessare mai il desiderio intenso delle sue carezze.

Senza confessare mai.

Solo le coltri calde conoscevano i suoi segreti ed asciugavano premurose una volta ancora le sue lacrime.


postato da: iisabel alle ore 12:48 | link | commenti (3)
categorie: una storia, oggetti smarriti, certi giorni
lunedì, 02 luglio 2007

.........

Oggi è un giorno di riflessioni. Scattano così. Improvvise e non puoi fare a meno di farle. E vorresti  solo perderti per un pò. E non vorresti farlo da sola. E ti manca un pò il fiato. Accendi una sigaretta. La gusti lentamente. Rileggi un pezzo che hai scritto e hai deciso di non pubblicare. Non ora. E poi decidi di spegnere il pc. Sei stanca oggi. Un amico ti aspetta e sai che con lui puoi essere vera. Lui non ti ferirà nè ti fraintenderà. Non scambierà le tue lacrime per debolezza nè la tua sensualità per facilità. Lui sa quanta anima e sangue e cuore hai dentro. Gli vuoi bene e lui vuole bene a te. Perchè l'amicizia è una scelta e quella con lui, è stata la tua migliore scelta. Ora farai una doccia fresca a lavar via la stanchezza. Olio profumato sulla pelle. Jeans leggeri e un top sinuoso dello stesso verde dei tuoi occhi. Poi via, veloce sull'accelleratore. Ti piace correre in auto. Lo stereo acceso sulla tua musica. A riempire un piccolo vuoto che senti dentro oggi. Qualcosa è andato perso e tu lo sai.


postato da: iisabel alle ore 18:08 | link | commenti (1)
categorie: oggetti smarriti