ioeilvento

Il vento caldo o freddo, violento o carezzevole. Eccitante o mortale. Il vento libero di andare e tornare. Libero di volare.

CHI SONO

Blogger: iisabel
Una donna.Semplicemente. Complicatamente.Una donna

Partecipano

Bottoni

  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami


  • RSS 2.0
  • ATOM 0.3
  • Powered by Splinder

Contatore

visitato *loading* volte
giovedì, 27 dicembre 2007

Le Moire

Sei in superstrada da sola. Non vai molto veloce, tra poco c’è la tua uscita. Il tir che ti è davanti inizia a sbandare,tu rallenti un po’. Dietro di te molte auto e sulla sinistra altre che sfrecciano veloci. Il tir continua ad ondeggiare e poi si sposta a sinistra e tu capisci perché. Una lamiera di ferro lunga un metro e mezzo e larga un metro sta sfrecciando verso la tua macchina. La vedi arrivare dritta nel vetro anteriore. In un frazione di secondo pensi a come evitarla, ma non c’è via d’uscita. Da un lato c’è un fossato, dall’altro le macchine che corrono. Non sai perché ma ti sembra che tutto si stia svolgendo lentissimamente. Pensi che se non riesci a scansarla, sarà la fine per te. Sta per centrarti. Vorresti togliere le braccia dal volante a proteggere il viso ma l’istinto a vivere te le fa tenere ben salde. Sei lucida. Sterzi leggermente a sinistra perché noti che il vento e la velocità  stanno spostando la grossa lamiera leggermente a destra. E poi l’impatto. E’ violento ma non ti ha preso nel vetro. Si è schiantata all’altezza della targa anteriore che vola via e poi verso la ruota destra, ma fortunatamente non è finita sotto la macchina. Sterzi a destra e freni di botto. Stai bene, sei viva. Dietro di te la lamiera e la targa. Rimani seduta in macchina per alcuni secondi. E poi cominci a tremare. E’ ora che la paura ti prende. Prima no. Prima era come se stessi vedendo un film. Prima eri fredda e lucida. Pensavi solo “ io non voglio morire e non morirò a causa di un pezzo di m… che gira con un camion malandato che perde pezzi per strada”. Prima, per un attimo che ti è sembrato eterno, l’unico tuo pensiero era quello di vivere.

Due ragazzi si fermano davanti a te. Si avvicinano, ti chiedono se stai bene. Tu scendi dall’auto con cautela, perché lì non c’è una vera corsia d’emergenza e un’auto potrebbe prenderti in pieno. Gli rispondi che stai bene, che è tutto ok, che anche la macchina sembra non aver subito danni, anche se dovrai farle controllare il braccetto per accertarti che non sia stato danneggiato. Loro ti guardano preoccupati. Erano dietro di te, hanno visto tutto e si sono spaventati a morte. E poi il tuo viso deve essere terreo. Uno dei due ti recupera la targa. Ringrazi, stringi loro la mano. Hai bisogno di un contatto fisico, seppur breve e formale. Ti rimetti in auto, ingrani la prima e riparti. Non chiami nessuno seppure adesso avresti bisogno di una voce conosciuta,di un abbraccio. Ma non vuoi dare preoccupazioni. In fondo non è successo nulla.

In fondo.

Accendi lo stereo, cammini piano e pensi che ora capisci chi ti racconta di aver visto per un attimo la morte davanti agli occhi.

Oggi è toccato a te.

Per Atropo non era arrivato ancora il momento di recidere il filo della tua vita.

Sei stata fortunata.

E finalmente riesci a piangere.


postato da: iisabel alle ore 21:00 | link | commenti (7)
categorie: la dea bendata, certi giorni
mercoledì, 19 dicembre 2007

La mia prima casa...forse...

Ieri sono andata a vedere la casa nella quale dovrei trasferirmi qui a Milano. Un bilocale, arredato con l’essenziale, tranne la lavatrice che possibilmente comprerò di seconda mano, in un parco un po’ triste ma tranquillo. Certo non è una zona bella come quella in cui sono ora, ma il prezzo è imbattibile ed inoltre è abbastanza vicino allo studio presso il quale collaborerò. Non ho ancora dato la mia conferma perché ci sarebbe da definire un’ultima questione economica. Risolta quella, l’appartamento può essere mio anche da subito e considerando che l’amica che mi ospita a fine Gennaio va via,credo che sia l’unica soluzione che mi rimane.

Stanotte ho dormito poco e male.Mi sento un po’ confusa e preoccupata. So che sto facendo un salto nel buio ma credo che ci siano dei momenti della vita in cui bisogna rischiare. Certo spero che le cose vadano al meglio. Che il lavoro soprattutto vada bene e che io possa al più presto averne anche un maggiore rendimento economico.

Spero di trovarmi bene in questa città che sto imparando a conoscere.

Spero di aver scelto lo studio giusto.

Spero di non sentirmi troppo sola.

Spero……spero in tante cose.

Dicono che la fortuna aiuta gli audaci. Se è vero, dovrei venirne baciata. E appassionatamente per giunta.


postato da: iisabel alle ore 11:10 | link | commenti (10)
categorie: vita, la dea bendata, certi giorni