ioeilvento

Il vento caldo o freddo, violento o carezzevole. Eccitante o mortale. Il vento libero di andare e tornare. Libero di volare.

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martedì, 15 luglio 2008

Dimmi

Le gambe.

Piegate.

Chiuse.

Imprigionate nei legacci di un sogno.

La schiena.

Inarcata.

Immobile.

Persa in un frammento di tempo.

La pelle.

Tremante.

Umida.

Presa in una carezza invisibile.

La mano.

Abbandonata.

Morbida.

Rapita da una voce lontana.

Tu.

Dove sei?

Dimmi.

Dove sei ora?

Tu.

Tu che mi hai insegnato

ad amarmi

ad abbandonarmi

a lasciar trasparire la tenerezza nascosta

ad ascoltare la musica intensa dei sensi

a credere

Guardami ora.

Le gambe piegate.

La schiena inarcata.

La pelle tremante.

La mano abbandonata.

Guarda i miei occhi.

Ora.

E dimmi.

Dimmi cosa vedi.

Dimmi chi sono.

Ora.

Piegata


postato da: iisabel alle ore 17:41 | link | commenti (10)
categorie: brividi, certe notti, certi giorni
martedì, 10 giugno 2008

Certe canzoni...


postato da: iisabel alle ore 18:01 | link | commenti (7)
categorie: brividi, mancanze, certe notti, vir napoli e pò muor
martedì, 20 maggio 2008

Semplicemente


postato da: iisabel alle ore 12:01 | link | commenti (5)
categorie: brividi, certe notti, certi giorni
martedì, 15 aprile 2008

Dolce dormir

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postato da: iisabel alle ore 19:14 | link | commenti (6)
categorie: certe notti
mercoledì, 26 marzo 2008

Re-play

 

Ho voglia di toccarti. Devo tenere ferme le mani, imprigionarle nel maglione, nasconderle al desiderio e al mondo. Lecco nervosamente le labbra screpolate dal freddo, distraggo la lingua dalla voglia del tuo sapore, la induco ad assaporare il gusto amaro di  sigarette non volute, la obbligo a smarrirsi nelle sfumature di mille parole anziché su di te, sulla tua pelle, nella tua bocca. In quella bocca nella quale vorrei perdermi  e farti perdere.

 

Ho voglia di sentirti addosso. Schiacciata dal tuo peso, bagnata del tuo sudore, presa lentamente e velocemente. Piano e non piano. Devo impormi di pensare, di ragionare, di preoccuparmi del dopo e di ciò che è giusto e ciò che non lo è,  delle tue paure e delle mie.

 

Ho voglia di averti dentro di me. Con le mani, con la lingua, con il sesso. Voglio sentire il tuo sapore, il tuo odore tra i capelli, tra le dita, nell’incavo del collo e dei fianchi.   Devo scacciare via tutto questo e cerco di farlo con  violenza inaudita, immaginando il tuo rifiuto aspro, il tuo viso deluso, la tua pelle fredda alla mia.

 

Ho voglia di sentire la tua voce sensuale resa roca dal piacere. Che sussurra, ansima,urla fino ad ammutolirsi, sfinita dall’orgasmo. Devo otturare le orecchie ed affollarle di rumori sgradevoli.

 

Ho voglia di te.

 

Stanotte.

 

Forse domattina la razionalità prenderà il sopravvento. Il giorno porterà via i desideri notturni. Li ridicolizzerà. Li sminuirà. Li rimetterà a sedere nel banchetto giusto. Composti  ed educati come  tutti si aspettano che sia. Ed anche tu.

 

Ma arriverà un’altra notte e un’altra ancora e con lei, forse,  il desiderio di te.

 

 

 

 

 


postato da: iisabel alle ore 17:00 | link | commenti (14)
categorie: certe notti
domenica, 23 marzo 2008

Sangue e amore

Ho letto un libro strano. Forse anche stupido. Di quelli che leggi quando non hai voglia di introspezioni. Eppure a qualcosa mi ha fatto pensare. Due parole mi premevano davanti agli occhi. Sangue e amore. La natura carnivora di alcuni amori.  Dove l'uno si ciba dell'amore dell'altro per vivere. Dove l'altro si da in pasto all'uno per vivere.  Dove l'amore si mescola al sangue in un gioco al massacro. Dove non necessariamente chi divora è il cattivo e chi è divorato il buono. E mi è parso che talvolta la fame di amore si avvicini molto all'odio. E forse questa è una considerazione vecchia come il mondo. E a volte il mondo fa veramente paura.


postato da: iisabel alle ore 22:55 | link | commenti (3)
categorie: brividi, certe notti
martedì, 26 febbraio 2008

Bocca di rosa

In questi giorni in cui le mie parole restano imprigionate in gola. In cui il silenzio accompagna i miei occhi. In cui le notti sono agitate dai sogni. In questi giorni disperati e profondi riascolto la voce di De Andrè e affido alla sua bocca i miei pensieri.

Ha scritto testi che oggi dovrebbero essere urlati dalla gente per le strade. “Storia di un impiegato” “ Anime salve”, “La buona novella” scritti in tempi diversi ma pieni di fermento e di idee e di Rivoluzione. Se ognuno potesse ascoltarle ad occhi chiusi e cuore aperto, forse si potrebbe ancora tentare di cambiare. Di cambiare.

E poi ha parlato di amore. Quello dell’anima e della carne .Quello che va e viene. Quello che riempie e strazia e imprigiona e accarezza.

Ho visto un servizio su di lui ieri sera. C’era la moglie con quegli occhi luminosi e ancora stupiti per l’amore di Fabrizio. E mi sono commossa come una bambina e ho scoperto che lui si riconosceva in una canzone in particolare. Una di quelle più conosciute e apparentemente meno impegnate. Ed è stata bella questa scoperta. Così oggi, in questo cielo grigio, io ve la ricordo.

BOCCA DI ROSA

La chiamavano Bocca di Rosa
metteva l'amore metteva l'amore
la chiamavano Bocca di Rosa
metteva l'amore sopra ogni cosa

Appena scesa alla stazione
del paesino di Sant'Ilario
tutti s'accorsero con uno sguardo
che non si trattava d'un missionario

C'è chi l'amore lo fa per noia
chi se lo sceglie per professione
Bocca di Rosa né l'uno né l'altro
lei lo faceva per passione

Ma la passione spesso conduce
a soddisfare le proprie voglie
senza indagare se il concupito
ha il cuore libero oppure ha moglie

E fu così che da un giorno all'altro
Bocca di Rosa si tirò addosso
l'ira funesta delle cagnette
a cui aveva sottratto l'osso

Ma le comari d'un paesino
non brillano certo in iniziativa
le contromisure fino a quel punto
si limitavano all'invettiva

Si sa che la gente dà buoni consigli
sentendosi come Gesù nel tempio
si sa che la gente dà buoni consigli
se non può più dare cattivo esempio

Così una vecchia mai stata moglie
senza mai figli senza più voglie
si prese la briga e di certo il gusto
di dare a tutte il consiglio giusto

E rivolgendosi alle cornute
le apostrofò con parole argute:
"Il furto d'amore sarà punito"
disse "dall'ordine costituito"

E quelle andarono dal commissario
e dissero senza parafrasare:
"Quella schifosa ha già troppi clienti
più di un consorzio alimentare"

Ed arrivarono quattro gendarmi
con i pennacchi con i pennacchi
ed arrivarono quattro gendarmi
con i pennacchi e con le armi

Spesso gli sbirri e i carabinieri
al proprio dovere vengono meno
ma non quando sono in alta riforme
e l'accompagnarono al primo treno

Alla stazione c'erano tutti
dal commissario al sacrestano
altra stazione c'erano tutti
con gli occhi rossi e il cappello in mano

A salutare chi per un poco
senza pretese senza pretese
a salutare chi per un poco
portò l'amore nel paese

C'era un cartello giallo
con una scritta nera
diceva: "Addio Bocca di Rosa
con te se ne parte la primavera"

Ma una notizia un po' originale
non ha bisogno di alcun giornale
come una freccia dall'arco scocca
vola veloce di bocca in bocca

E alla stazione successiva
molta più gente di quando partiva
chi manda un bacio chi getta un fiore
chi si prenota per due ore

Persino il parroco che non disprezza
fra un miserere e un'estrema unzione
il bene effimero della bellezza
la vuole accanto in processione

E con la Vergine in prima fila
e Bocca di Rosa poco lontano
si porta a spasso per il paese
l'amore sacro e l'amor profano


postato da: iisabel alle ore 12:21 | link | commenti (5)
categorie: libertĂ , oggetti smarriti, certe notti, certi giorni
giovedì, 21 febbraio 2008

Infinite sfumature

Guardandolo, ne vengo rapita. Sempre. E comincio a viaggiare all'interno della mia anima. Mi piacerebbe trovarne una stampa e appenderla nella mia casa. Lo metterei in soggiorno,sulla parete dove c'è il divano, in modo che appena entro in casa, basta girarmi a sinistra e lo vedo lì. E poi quella è la stanza dove mi rilasso di sera, quando dopo aver cucinato, mi metto sul divano a guardare un film o a leggere un libro. Ed è anche la stanza dove accoglierei un amico, per bere un caffè e chiacchierare un pò. Spero di trovarlo questo bellissimo quadro e ad una cifra che mi possa permettere. E soprattutto spero di poter aprire la porta di casa mia a persone che apprezzino questo quadro e e questa donna che ama cucinare per gli amici, crede nel suo lavoro e non ha perso la capacità di amare.


postato da: iisabel alle ore 17:38 | link | commenti (1)
categorie: desideri, la mia casa, certe notti
giovedì, 10 gennaio 2008

In silenzio

 E' uno di quei momenti in cui devo legarmi le mani

 


postato da: iisabel alle ore 20:27 | link | commenti (7)
categorie: mancanze, oggetti smarriti, certe notti
lunedì, 07 gennaio 2008

DOMENICA 6 GENNAIO

Ore 22.15: Sono a letto, alla tv trasmettono il seguito di Bridget Jones. Accanto a me una busta gigante di patatine, succo di frutta alla pera e calza della Befana, opportunamente nascosta da mia madre in valigia e scoperta in mattinata mentre cercavo un maglione. Mi sto godendo una serena serata singliana e, ansia da successivo primo giorno di lavoro a parte, sto abbastanza tranquilla.
Ore 23.30: Patatine quasi finite, contenuto della calza semi-intatto, film terminato con finale da Biancaneve o Cenerentola e quindi sorriso speranzoso e un po’ infantile( lo confesso) sul mio viso, piacevole sonnolenza in arrivo.
Ore 00.15 circa: Sto dormendo. Immersa in un sogno molto piacevole( non posso raccontare i dettagli né i personaggi…. motivi di privacy) ispirato forse dal film rosa appena visto.
Ore 00.17 ( lo so di preciso perché ho guardato l’orologio): Svegliata di soprassalto da urla. Dopo un primo momento di sgomento e di preoccupazione, mi accorgo che le urla sono quelle della mia vicina di appartamento e sono urla di puro ed intenso godimento. Intervallate da respiri pesanti, gridolini e molte paroline, che poiché sarebbe poco carino riportare(trooppoooo hard) definirò con un bip. Di Lui si sente solo il respiro sempre più affannoso e l’intensità dei movimenti dal cigolare del materasso.
Ore 00.45: L’apice è stato raggiunto ed io posso serenamente rituffarmi nel sonno, sperando di riacchiappare il sogno interrotto.
Ore 01.10: Svegliata di nuovo dalle urla della vicina. Sempre dello stesso tenore.
Ore 01.50: Ansimi, lamenti e cigolii vari continuano e…si…così…ancora..ancora..vieni…si…bip…oh mio dio…bip… vieni…bip..bip…bip.. vieni…
Ore 02.13: Ahhh….che bello….bip…bip…ancora…bip…ma quanto sei bip…si..si…si…così..bip..bip..mettimelo bip…e fai bip…oh si… vieni…vieni…vieni( da notare che i vieni vengono pronunciati con tono sempre più acuto) …oh sto venendo…sì…dai…vieni anche tu…vieni e…….. E VIENI, TI PREGO, ORA e queste ultime parole non le ha pronunciate Lei o Lui ma IO! Io che sono sola soletta nel mio lettone. Io che domani devo affrontare il mio primo giorno di lavoro. Io che se non terminate la cavalcata, sarò costretta ad alzarmi, accendere la tv, riprendere le patatine ed anche la calza e cercare di non suicidarmi per poi essere ritrovata dopo una settimana con gli alsaziani che mi hanno divorato la faccia( e questa è spudoratamente copiato dalla Bridget di cui sopra).
Ore 02.55: Silenzio. Mi rimetto a dormire e penso che la mia serena serata da single si è trasformata, causa pareti sottilissime e vicina scopante ululante, in una serata non tanto serena di zitellaggio acuto…….Bè magari la prossima volta le chiedo se posso partecipare anche io! No meglio di no che non amo i menage a trois. Io l’Uomo lo voglio tutto per me e se succede, alla vicina comprerò un bel lettore Mp3 pieno di musica da relax, per evitarle interruzioni del sonno…o forse sarò io a doverlo comprare e per me?!? Buuuuu…….

postato da: iisabel alle ore 13:07 | link | commenti (6)
categorie: certe notti