Il vento caldo o freddo, violento o carezzevole. Eccitante o mortale. Il vento libero di andare e tornare. Libero di volare.
.....a parlare di sesso!!!
Sesso di qua, sesso di là. Sesso sopra, sesso sotto. Sesso di lato, frontale, da tergo. Sesso succoso, sesso gustoso. Sesso hard, sesso dolce. Sesso lento, sesso veloce. Sesso brutale, sesso carnale.Sesso virtuale.Sesso ben fatto, sesso con scoppio. Sesso tiepido, sesso glaciale. Sesso al buio, alla luce, in penombra. E cosa piace a te. E cosa piace a me. E come lo preferisci. Ma a cosa ti riferisci. E il punto g. E quello d. Ma esisterà. Io lo so. Io no. E l'hai mai fatto. E il posto migliore. Per me il letto. No a me piace all'aperto. E l'intimità. E il reggiseno di pizzo.Io nero. No rosso. No bianco che fa tanto chic. Perchè il rosa no, da collegiale perversa. E di un film porno cosa ne dite. E mentre lo fate da sole a cosa pensate. E la tua fantasia. E la mia. E la sua. No prima la mia. Io non la dico. E cosa pensano gli uomini mentre lo fanno. Pensano. Non pensano. E mi piace così. E mi piace colì. E ti hanno mai fatto. E lo hai mai fatto. Con perizoma. Senza perizoma. Slip di seta no di pizzo. Con i vestiti. In piedi. Sdraiati.E tu lo faresti. E non lo faresti.E.........
Ecco questa è stata la mia serata di ieri. Ho parlaro di sesso. Ho ascoltato di sesso. E poi sono tornata a casa, sola soletta e ripensando ai discorsi di cui sopra....... Mi sono addormentata!!!! Anche perchè, ragazzi miei, parlare di sesso è stancante. Farlo.....bè..... Quello è tutta un'altra cosa!!!!!
Gonna bianca al ginocchio, dal modello un pò retrò, bustier rosso intenso come la piccola rosa che pende dal laccio di cuoio al collo. Truccate di rosso carminio anche le mie labbra e le unghie delle mani e dei piedi. I capelli raccolti in un morbido scignòn, gli orecchini a forma di piccole rose come il ciondolo, sensuali sandali rossi.
Sembra proprio che io sia pronta per una serata romantica e passionale…….
Cosa manca?
Manca……
Navigando tra i blog, oggi trovo un post che fa riferimento al mio post “ Mitosolare” sulla pedofilia. Premettendo che in tale post, non è stata difesa la pedofilia né la giornata sull’orgoglio pedofilo, ma si è invece giustamente posto l’accento sul principio costituzionale della libertà di esprimersi e sulla necessità d’informare le persone su verità, anche quando queste siano scomode.
Mi sono venute, allora, una serie di riflessioni.
Anche io sono contro l'oscuramento di notizie, fatti, verità e il pubblicare il post di mitosolare sul mio blog, non voleva essere un'adesione all’oscuramento ma un modo per informare chi non lo sa, che esiste una giornata dell'orgoglio pedofilo.
Non credo che mettere la testa sotto la sabbia sia una soluzione. Mai.
Ma mi chiedo dubbiosa: tutto questo parlare e parlare e parlare di tutto e di tutti è veramente il modo giusto per combattere degli orrori?
Mi chiedo: ma non è che più se ne parla e più diventa naturale accettare delle forme di disumanità come fossero normali solo perché ci si è abituati ad ascoltarle, vederle, annusarle? Si sa che noi esseri umani siamo soliti abituarci all’orrore e dire “ Ormai le cose stanno così, noi non possiamo fare niente, dobbiamo accetarle! Ne parlano tutti! Tv, giornali, internet.”
Mi chiedo: chi non ha ancora di fatto praticato rapporti pedofili, perché ha paura, perché non è convinto di essere nel giusto, perché magari è stato abusato a sua volta e ricorda ancora il dolore e la vergogna, non è che dalla conoscenza e consapevolezza che ce ne sono tanti come lui, che esiste perfino una giornata in nome loro, che forse non è poi tanto sbagliato se tutti lo fanno(mal comune mezzo gaudio), possa decidere di dare finalmente sfogo a suoi desideri che fino a poco prima riteneva giusto sopprimere o nascondere, limitandosi a masturbazioni solitarie?
In questo mondo tutti abbiamo pensieri neri, fa parte della natura umana, ,ma una cosa è avere delle fantasie intime e segrete un’altra è metterle in pratica, soprattutto quando il metterle in pratica comporta l’aggressione alla vita altrui, che sia sessuale o no.
Nel blog in questione si fa riferimento ai servizi sulla pedofilia tra i preti e al tentativo bieco di oscurare i video che ne parlavano. Io penso che sia giusto denunciare situazioni come quelle, che sia giusto e doveroso informare le persone di tali aberrazioni e che nulla vada taciuto in quei casi. C’è una differenza però tra questo e il permettere ad individui come i pedofili di promulgare la loro idea scellerata in nome di quella libertà di pensiero ed opinioni che loro invece violano stuprando, seducendo, schiacciando la psiche ( e non solo quella) di un bambino.
Mi chiedo: se si concede ad un pedofilo di festeggiare pubblicamente la giornata dell’orgoglio pedofilo, perché non dovrebbe essere concesso ad uno stupratore piuttosto che ad un mafioso o ad un politicante corrotto ( e così via) di festeggiare a loro volta?
Si tratta pur sempre di reati, perché allora permetterlo ad alcuni e ad altri no?
Il punto è proprio in quella parolina “ REATO” . La pedofilia è un reato. Grave. E come tutti i reati va punita penalmente. Non festeggiata. Ripeto è un REATO!!! NON E’ UN DIRITTO.
I diritti infatti sono sacrosanti oltre che garantiti costituzionalmente, come è sacrosanto e legittimo manifestare, festeggiare, ribellarsi per ottenerne il riconoscimento.
La libertà di cui si tratta nella Costituzione Italiana si riferisce a dei diritti. Non a dei reati.
Ci sarebbe un’ultima considerazione da aggiungere. La libertà di ciascuno finisce quando incontra la libertà altrui. Cioè: io sono libero di esprimere me stesso fin quando non vado ad intaccare la sfera di libertà altrui.
Mi chiedo allora: un pedofilo questo lo sa?
C’ è un vento fresco stanotte. Ed il silenzio. Sono sola a casa. I miei sono via. Avrei potuto invitare degli amici a cena, ma non era questo che volevo stasera. Cosa volevo rimane in me. Non posso parlarne stasera e forse non voglio. Accanto al pc un libro, carta, penna ed una tazza di tè aromatico. E la mia anima.
OSCENITA' CRIMINALI REALI NEL MONDO VIRTUALE
Postato da mitosolare
E all’improvviso tu. E’ la tua faccia quella. Sono tue le mani. Tuo quel sorriso che mi faceva impazzire. Hai qualche ruga intorno agli occhi e una piega un po’ amara sulle labbra. Hai accorciato i capelli. Quanto tempo è passato? Non riesco a fare i conti. Non sono mai riuscita a farli quando si tratta di te. Mi sembra un secolo e forse lo è. Hai un blog tutto tuo. C’è la tua musica, i tuoi amici, i musicisti con cui collabori, i tuoi strumenti, i video e non so quanti messaggi di fans. Molte donne. Sei sempre piaciuto alle donne. Per un attimo penso di scriverti ma è passato troppo tempo. C’è un omino verde che segnala che sei in rete in quel momento. Ma per me quell’omino rimane rosso e solo a tratti giallo. Non sai quante lettere ti ho scritto. Solo una sono riuscita a dartela. Ti ricordi? Era Agosto, eravamo nello stesso posto, discoteca sulla spiaggia. Sentivo che ti avrei incontrato lì. E così mi ero portata dietro la mia lettera. Abbiamo chiacchierato. Non ci vedevamo da un po’. Ti eri sposato da tre mesi con la tua donna di sempre. Vivevi con lei già da qualche anno. Ora volevate un figlio e la fede nuziale vi era parsa un buon inizio. Un attimo prima ti avevo intravisto tra la folla e il solito brivido lungo la schiena mi aveva costretto a fermarmi. Respiro profondo. “ Ciao e che ci fai qui?” E così eravamo rimasti a parlare. Seduti ad un tavolo sotto le stelle. La tua fede brillava. I tuoi occhi cercavano di sfuggire alla mia pelle. Ma poi eravamo finiti sulla spiaggia a fare l’amore. C’ era sempre stata troppa elettricità tra di noi. Impossibile non toccarci.
Era amore? Non lo so. Non ce lo siamo mai concessi. Tu eri fidanzato ed io non ho mai saputo rivestire in pieno il ruolo di amante. Non sapevo né volevo la tipica competizione tra donne. Non volevo e non sapevo combattere per strappare un uomo ad un’altra. Neanche oggi so farlo. Credo che costruire un amore sia difficile. Costruirlo sulle ceneri di un altro sia quasi impossibile ed enormemente triste.
Vedo che hai ampliato i tuoi orizzonti lavorativi. Quanti concerti e alcuni cd tutti tuoi! Sei cresciuto.
Sono cresciuta anche io. Ho messo su un po’ di chili e sto molto meglio. I miei capelli sono sempre molto lunghi, c’è qualche filo bianco, forse più di un filo e gli occhi hanno una luce nuova.
Mi ricordo perfettamente il tuo odore. Muschiato e un po’ acre.
Sono cambiata sai? Decisamente in meglio. La mia pelle sa di buono, il mio corpo è più morbido ed accogliente, le mie mani più delicate. Una notte, mentre eravamo nudi sul letto, sudati di sesso, mi dicesti” Come sei magra..” E nei tuoi occhi c’erano molte domande e il velo triste di chi non può o forse non vuole farle. E’ vero. Ero troppo magra. Troppo dura con me stessa. Troppe ferite ancora vive. Non mi permettevo di amare. Non pensavo di meritarmi l’amore. Ti davo la mia pelle, la mia sensualità, la passione infinita. Ma non mi concedevo la tenerezza. Avevo troppa paura che mi potesse tornare indietro come un bumerang, facendomi male, e forse con te sarebbe accaduto.
Vorrei che stessi bene, che fossi sereno e soddisfatto delle tue scelte, della tua vita. Che strano. Un tempo ti ho anche odiato. Il tuo andare e venire, le molte donne che avevi, le tue telefonate mancate.
Oggi no. Oggi so che è stata una responsabilità anche mia. Non credevo in un “noi”. In verità non credevo nella possibilità di un amore “normale”. Sai di quello “ Tu sei il mio uomo. Io sono la tua donna. E ci proviamo a viverlo”. Sempre storie a metà. Paura di soffrire? Si quella ma anche la presunzione di poter fare tutto da sola. Di non dover mai aver bisogno di nessuno. Eppure ha sofferto ugualmente. Allora ho capito anzi “sentito” che non era così che volevo vivere. Che rischiare ti può causare delle belle cadute e farti male ma che ne vale la pena. Sempre.
Mi sono innamorata, ci ho creduto, ho vissuto la sensualità e la tenerezza, l’eccitazione dei corpi e la dolce pacatezza di vedere un film insieme ad un uomo, abbracciati sul divano. Avresti dovuto vedermi! Classica faccia da innamorata. Poi è finita. Ho sofferto. Ho pianto tanto. Io che non volevo piangere mai. E sai una cosa? Sono viva. Ho ancora voglia di amare. E la tenerezza che ho scoperto in me, la morbidezza della mia pelle, la capacità di lasciarmi andare completamente ma senza calpestare me stessa sono rimaste in me. E niente e nessuno potrà più portarmele vie. Solo io. Ma non lo farò. Amo la vita e voglio viverla appieno.
Ti ricordi quella notte a casa tua? La più bella. L’unica in cui abbiamo dormito insieme in tanti anni di “storia”. In quella notte io ho conosciuto il tuo lato, diciamo, “quotidiano”. Ti ho visto preparare la colazione, accompagnarmi a lavoro. Ci eravamo dati il buongiorno con un piccolo bacio sfiorato. Non era mai successo prima. Solo incontri improvvisi, ad ore impossibili dove l’esigenza di aversi, di toccarsi, di prendersi era troppa per lasciare spazio ad altro.
Quella notte io ho conosciuto il “ mio uomo mai mio” nella quotidianità e l’ho amato. Profondamente. Intensamente. Pienamente. Ma ho visto anche me. La mia vitalità, la passione, gli occhi troppo verdi e luminosi. E ho capito che io volevo tutto. Che non mi sarebbero bastate più le ore rubate. Che di uomini a metà non ne avevo più voglia.
E’ stata in quella notte, nel momento stesso in cui capivo di amarti, che ho cominciato ad andare via. Volevo ricominciare o forse cominciare a vivere in pieno. Tu eri stato il mio sogno, la mia follia, la mia passione più intensa ma non potevi essere il mio amore.
Mi sono chiesta spesso cosa avessi provato per me. Cosa ero stata. Se mai mi avessi amato, anche solo per un attimo. Mi sono detta che forse se allora fossi stata come sono adesso, che avrei dovuto aprirmi, dirti quello che provavo, fare… Domande e pensieri inutili. Siamo stati quello che siamo stati. E basta questo.
Faccio l’avvocato penalista o meglio ci provo. E’ dura, anzi durissima. Ma ci provo. Non so se farò per sempre questo lavoro. Ci sono altre cosse che mi appassionano. E poi mi piace pensare che si possa cambiare. Ci vuole coraggio ma il cambiamento è una linfa vitale e a volte bisogna rischiare.
Non vivo ancora da sola. Questo è un mio sogno, lo sai. Ma al momento non mi è possibile. La gavetta di avvocato è lunga e poco remunerativa e l’affitto di una casa non è possibile pagarlo con i sogni! Al momento è così. Domani non lo so.
Ora ti lascio. Ci sarebbero altre mille parole che spingono per uscire ma ora voglio fermarmi. Forse ti scriverò nuovamente o forse mai più.
Ora vado. Metto questa lettera nel mio cassetto virtuale. Non te la spedisco. Forse un giorno, navigando per questi strani spazi virtuali, incapperai in questa lettera o forse no.
Spero tu sia appagato della tua vita. Io con la mia ci sto provando e continuerò a farlo. Ho troppe cose da scoprire e ho una voglia malandrina di amore.
Un bacio “mio uomo mai mio” e buona fortuna.