ioeilvento

Il vento caldo o freddo, violento o carezzevole. Eccitante o mortale. Il vento libero di andare e tornare. Libero di volare.

CHI SONO

Blogger: iisabel
Una donna.Semplicemente. Complicatamente.Una donna

Partecipano

Bottoni

  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami


  • RSS 2.0
  • ATOM 0.3
  • Powered by Splinder

Contatore

visitato *loading* volte
mercoledì, 28 marzo 2007

Fame

Sono affamata.

Da tanto, troppo tempo sulla mia bocca non c’è il fremito leggero che segue uno sguardo sensuale.

Mi passo la lingua sulle labbra alla ricerca di un sapore che non c’è. Non lo posso ritrovare nel succo dolce di un’arancia né nel velluto di una creme brulè.

Ho fame di passione e desiderio. Che esca da me e dagli occhi di un uomo che desidero e che mi desideri con la stessa intensità.

Ho fame di carezze accennate, di sguardi complici, di brividi lungo la schiena.

Sono stanca d’indossare vestiti neri. Voglio il rosso e il bianco e l’oro del sole sul mio corpo.

Non mi bastano le occhiate vogliose degli sconosciuti né i complimenti sensuali fatti di cervello ma senza la verità della pelle.

Ed ho sete.

Sete di saliva che scivoli nelle pieghe della mia bocca. E non mi basta la mia. Non si può bere se stessi né si può accarezzare se stessi senza sentire poi un retrogusto amaro.

Né posso regalare la mia pelle, il mio seno,le mie cosce a chi non mi fa sentire il calore dentro né lo sente a sua volta

Tra poco andrò a fare una doccia. Truccherò i miei occhi di bronzo e nero di rimmel. Sulle labbra un gloss leggero e luminoso che durerà un attimo. E addosso un vestito nero come le calze e la lingerie.

Ma la mia anima è vestita di rosso. E indossa affusolati sandali con il tacco a spillo. Ed uno scialle leggero. Di seta. Nero con rose rosse. E sotto il vestito solo la mia pelle ubriaca di sole e sale marino.

Ma  è ancora Inverno intorno a me.

E un po’ di questo Inverno,stasera, mi è rimasto appiccicato tra le dita.


postato da: iisabel alle ore 20:17 | link | commenti (5)
categorie: desideri
lunedì, 26 marzo 2007

Ricetta veloce

Bene ho deciso di pubblicare qualche mia ricetta. Bè che succede? Meravigliati che un’avvocato penalista sappia anche cucinare? Ebbene si! E non è l’unica dote che mi appartiene.. insieme ad un’infinità di difetti, ma su quest’ultimo tema al momento sorvolerei…Comincerò con una ricetta semplice e veloce, di quelle che servono quando si ha poco tempo perché magari si è tornati tardi dal lavoro.

Spaghetti con  salsicce e noci

Ingredienti per 4 persone

4/5 salsicce grandi ( io da vera napoletana ne compro di eccellenti)

8 noci

½ kg di spaghetti ( o 600 gr…. Dipende dalla fame)

1 spicchio di aglio

Olio di oliva extravergine

Peperoncino

4/5 cucchiai di parmigiano

Mezzo bicchiere di vino bianco

Mettere sul fuoco una pentola con acqua fredda per cuocere gli spaghetti. Poi rompere i gusci delle noci e sbriciolare queste ultime( però potete comprarle già sgusciate volendo). Mettere l’olio in buona quantità( il condimento infatti è proprio questo, ma la quantità precisa dipende dai gusti personali di ciascuno),il peperoncino e l’aglio in una padella di dimensioni medio/grandi antiaderente e posizionarla a fiamma bassa sul fornello. Inserire subito le salsicce, dopo averci tolto la pellicina esterna, sbriciolandole con le mani e le noci. Aggiungere il vino bianco e aumentare la potenza della fiamma in modo da far evaporare il vino. Tenere poi a fuoco lento, fino alla doratura delle salsicce, quindi spegnere il fornello. Se il sugo si è ristretto troppo, aggiungere l’olio necessario e/o magari( per evitare che sia troppo pesante) qualche cucchiaio di acqua,tenedo acceso il fornello a fiamma bassa. . Nel frattempo, se l’acqua è andata in ebollizione, calare gli spaghetti e scolarli al dente( se vi piacciono più cotti, fateli restare in acqua ½ minuti in più),riaccendere la fiamma( alta questa volta) sotto la padella, aggiungere gli spaghetti  e farli saltare per qualche secondo. Aggiungere il parmigiano e servire subito in tavola.

Tempo di preparazione :20 minuti in totale, praticamente il tempo di ebollizione dell’acqua e della successiva cottura della pasta.

E’ semplicissima no? Io la preparo praticamente ad occhi chiusi!!!

Vi garantisco che tutti si leccheranno i baffi, anche chi non li ha!!

Se avete domande o dubbi, potete scrivere a: Isabella la maga della salsiccella-mozzarella-pummarulella-mortdadella-ecceterella-ecceterella.

 


postato da: iisabel alle ore 19:31 | link | commenti (4)
categorie: sensi il gusto
sabato, 24 marzo 2007

Messaggio per i maschietti 2

Signori credo di non essermi spiegata bene... Mmmm.... Nel mio invito ho dato per scontato che la prima regola fosse quella di essere se stessi. Per modi di corteggiare non intendevo false tecniche di seduzione. Dunque. poichè spesso tra noi fanciulle, ci si cruccia del fatto che gli uomini pare abbiano perso il gusto del corteggiamento ( e di questo come donna mi assumo anche io le ovvie responsabilità..ma ne parlerò un'altra volta), semplicemente mi chiedevo ( ed ero curiosa di sapere) come un uomo oggi corteggi una donna e da qui capire anche se si è perso davvero il gusto del corteggiare o meno. Molto semplice.

Il fatto di essere se stessi, anche con i propri difetti, non significa non avere il gusto, la voglia, la capacità di corteggiare una donna.

E poi siamo onesti: all'inizio della conoscenza con qualcuno che c'interessa non mostriamo o cerchiamo di mostrare solo il meglio??? Mi pare ovvio e umanamente comprensibile. O c'è qualche ometto che appena si presenta elenca subito i lati peggiori? E se lo fa, anche quella è un'arma di seduzione,  chè ci sono femminucce che amano essere calpestate e prese per il culo.

Quindi, PER FAVORE, niente moralismi e grandi filosofie di vita. Vi si chiede solo di dire come amate corteggiare una donna( se amate farlo) e se non è così....non è così che devo dirvi!!!

Un bacio a tutti......esclusi quelli che sottilmente le odiano le donne...e ce ne sono tanti.....


postato da: iisabel alle ore 12:26 | link | commenti (15)
categorie:
venerdì, 23 marzo 2007

Messaggio per i maschietti

Oggi ho pranzato con una collega e tra una chiacchiera ed un'altra si scivola sull'argomento uomini( tanto per non cambiare). Si parlava di corteggiamento, se c'è ancora chi lo fa, come ci piacerebbe essere corteggiate e bla bla bla....

E allora mi è venuta la curiosità di chiedere agli uomini che si trovano a passare per questo blog:

QUAL' E' SECONDO VOI IL MODO MIGLIORE PER CORTEGGIARE E CONQUISTARE UNA DONNA?

Potrei darvi dei suggerimenti ma......Preferisco fidarmi del vostro intuito..

Un abbraccio a tutti e IN BOCCA AL LUPO!!!!


postato da: iisabel alle ore 16:50 | link | commenti (9)
categorie:
giovedì, 22 marzo 2007

La donna in grigio

La donna indossa un vestito di lana. Grigio come il cielo di quel giorno. E’ elegante e molto femminile. Gli occhiali scuri le nascondono gli occhi. Ha dormito male stanotte. Ha sognato ma non ricorda cosa. Sa solo che si è svegliata con una patina di tristezza sulla pelle.

E’ da un po’ di tempo che ha la sensazione di dover andare. Ma dove? Non lo sa ancora.

Un senso d’incertezza e di inquietudine accompagna spesso le sue giornate. Potrebbe essere causato dal brutto momento lavorativo o magari dal senso di tradimento e di dolore che un’amica le ha inferto. O forse da questo tempo strano che non si decide ad accogliere il sole ed il caldo e continua ad indugiare su di un Inverno mai arrivato davvero.

La donna non sa bene cosa sia e forse è tutto l’insieme di queste cosa a renderla inquieta.

A volte vorrebbe partire per luoghi assolati, stranieri dove la vita e l’odore della gente è diverso dal suo.

A volte guarda la sua città e se ne innamora una volta ancora.

Guida spedita nella strada bagnata. Allo stereo un album di Fossati.

Proprio la sera prima aveva ascoltato insieme al suo amico più caro dei pezzi di quello stesso cantautore. Distesa sul letto nella stanza in penombra, occupando il posto accanto a lui, aveva chiuso gli occhi e si era abbandonata alla musica. Per un attimo tutto era stato immobile e perfetto. Poi lo squillo del telefono e i rumori della casa l’avevano riportata nel suo tempo. Un saluto veloce e tenero all’amico ed era andata via. Verso casa. Appena arrivata, dopo una doccia a lavar via il freddo, si era messa a letto. Il libro quasi finito tra le mani ed il cellulare sul comodino. Aspettava una telefonata che puntuale era arrivata poco dopo, distogliendola da quel torpore dell’anima e regalandole la sensazione calda di un sorriso.

Aveva poi ripreso il suo libro. Di un giapponese. Leggendolo aveva avvertito netta la differenza di cultura e di modalità nell’affrontare la vita e soprattutto la morte.

In quel libro si sentiva forte il senso della fatalità in tutte le cose. Di una fatalità accettata con pacatezza ed ineluttabilità. Anche la vita, le emozioni, il piacere intenso del sesso era descritti con estrema placidità. Come se fosse tutto naturale e per questo facile da accettare. Anche la morte per suicidio delle persone amate era vissuta con lentezza. E non perché i personaggi del libro non ne sentissero il dolore ma semplicemente perché tutto per loro aveva come senso ultimo quello del “ accade così, è naturale”.

Niente urla, né pianti disperati dinanzi alla morte.

Niente gemiti profondi né parole colorite dinanzi al piacere di due corpi che si scambiano gli umori.

Come siamo diversi noi occidentali. Aveva pensato la donna. Ancor più io noi che viviamo nel Sud di questa disastrata penisola.

Ad un tratto gli occhi le si erano chiusi. Aveva posato il libro, spento la lampada e si era immersa in un sonno pieno di sogni.

Ed al mattino con indosso l’elegante vestitino di lana grigia, aveva cominciato una nuova giornata.

 


postato da: iisabel alle ore 13:15 | link | commenti (14)
categorie: una storia
venerdì, 16 marzo 2007

Regalo di Natale

Giorno prima di Natale, nel bar di Bò( I Simpson), lui e il sempre ubriacofradicio per eccellenza( non ricordo il nome ora).

Dialogo tra i due:

Bò: Quest'anno come regalo di Natale mi uccideresti per cortesia?

L'altro: Ma io ti ho gà comprato un cappellino di lana! ( lo mostra a bò).

Bò( dopo essersi messo il cappellino):Ok, come non detto, sarà per l'anno prossimo allora!!

 


postato da: iisabel alle ore 00:18 | link | commenti (2)
categorie:
giovedì, 15 marzo 2007

Su suggerimanto del sussurraio...

Elenco veritiero ma non completo di tutto ciò per cui io sono –omane

 

Quasiduepacchettidisigarettealgiornomane

Cioccolatomane

Amantebuonacucinamagariincomapgniaomane

Libromane

Georgessimenoninparticolareisuoiromanziomane

Fossatiedeandreomane

Maredinvernomane

Maredestatomane

Solesullaspiaggiomane

Lunapienaomane

Primipiattiomane

Ciboingeneraleomane

Cucinarepergliamiciomane

Saporedellapellediunuomoomane

Odoredellapellediunuomomane

Voceprofondaecaldaomane

Paroladipendentomane

Amicomane

Libertaomane

Rispettopermestessaeperlavitaaltruiomane

Tuttociòcheèespressionediarteeprofonditàomane

Musicadatangoargentinomane

Paesisudamericaniomane

Baciprofondiemorbidamentesuccosiomane

Baciareognicentimetrodellapelledelluomochedesideroomane

Essrebaciatalentamentesullaschienaenellincavodeifianchiedelcolloomane

Lingerieomane

Reggicalzomane

Chiacchieratefinoanottefondaomane

Silenzicondivisiconchiamoomane

Law&orderomane

Sex&thecityomane

Filmdautoreomane

Libreriepiccoleedintimeomane

Grandecuriositàperlanaturaumanaomane

intelliggentomane

Passionomane

Carnalomane

Sinceritàmanontroppoeatuttiicostiomane

Sensualitàomane

Emiliomane

Erotomane

Sessofattoconcomplicitàefantasiaomane

Desiderionegliocchidichidesideromane

Napoliomane

toplessomane

manigrandiefortiomane

giocodiseduzioneomane

vestiticonspacchioprofondiescollature(checiòdellebelletetteegambelunghe)omane

femminilitàomane

galanteriaomane

averedeimomentiperstaredasolaomane

guidareveloceomane

farrariomane

motomondialeomane

lealtàomane

amoromane

emozioniesansazionioamane

eccitareluomochedesideroomane

farmieccitaredalluomochedesideroomane

viaggiareintuttoilmondomane

farelavvocatopenalistaomane

scivereraccontichenonfaccioleggereanessuno(perora)omane

pensieromane

vogliadifisicitàomane

abbracciomane

tenerezzadataapochissimiomane

acqualinainboccaquandohovogliadimangiarequalcosadibuonomane

acqualinainboccaquandodesiderodamorirelelabbradiqualcunoomane

 

E mi fermo qui.. ci sarebbe molto altro ma per il momento può bastare….

 


postato da: iisabel alle ore 12:23 | link | commenti (4)
categorie:
lunedì, 12 marzo 2007

Il buongiorno si vede dal..

Mani fredde e piedi pure. Urge un uomo che mi riscaldi.

Dunque ci sarebbe Tizio che però le mie mani non le vuole per riscaldarle e rischiamo che mi diventano rosse a furia di “paccheri” ( in italiano schiaffi) che devo dargli per farlo stare buonino.

Ci sarebbe Caio che però va riscaldato prima lui  che è congelato da parecchio.. e forse è pure morto ma ancora non lo sa….poveretto.

Ci sarebbe Sempronio, gran “simpaticone”, non smette un secondo di fare battute, neanche tanto divertenti…mi sa che le mani preferisco tagliarmele.

Ed infine mi rimane…dunque dopo Tizio, Sempronio e Caio chi mi rimane?.. mmmm….ah si Pinco pallino che però pare si sia messo le tette, i capelli e si è fatto pure crescere le unghie, quindi vorrà essere riscaldato lui.. pardòn ora Lei…

Mmmmmm…..mmmmmm…

Ho trovato!!!!!

Metto a bollire un po’ d’acqua, riempio la borsa per l’acqua calda a forma di pesciolino( regalo di buona fortuna di una cara amica….), mi preparo un buon tè aromatico very englisch ( si scrive così??), un cornettino con nutella e mi fiondo nel letto, a leggere un libro.

E mentre la nutella mi riempie di coccole, la borsa mi riscalda i piedi, la tazza bollente del tè provvede alle mani e il libro mi fa volare con la mente…mentre mi godo tutto questo penso……

Oh cazzo ho dimenticato di avvitare il tappo della borsa dell’acqua calda!!!

Non c’è che dire… anche questa settimana comincia veramente nel "migliore" dei modi…


postato da: iisabel alle ore 23:32 | link | commenti (3)
categorie: desideri
venerdì, 02 marzo 2007

Ramajà

Mi manchi stasera zio Tullio. Sono passati quasi 5 anni da quando te ne sei andato via. A volte mi sembrano secoli. A volte solo 5 minuti.

Tu che ci sei stato da sempre, fin da quando ho aperto faticosamente gli occhi su questa vita. Tu che hai sostituito mio padre in tutto ciò in cui lui non riusciva ad essere padre. Troppo giovane. Troppo immaturo. Troppo incasinato per esserlo. Però tu avevi la sua stessa età.

Chè forse c’è chi nasce per essere padre e chi no.

Ti ricordi di quando ci caricavi in macchina tutti noi nipotini? Ci portavi su di un terreno sconnesso, con tante dune e facevamo il nostro personalissimo Camel Trophy, cantando una canzoncina che forse avevi inventato tu per noi.

“ Ramajà, avuonciù ramajà e la marzurcola dei ramajà!”

Era eccitante e ci sembrava pericolosissimo. Ci sono stata qualche giorno fa su quel terreno e mi è sembrato così piccolo e per niente pericoloso. Eri tu che ce lo facevi immaginare migliore di quello che era.

E quella bellissima foto di te che tieni il tuo primo figlio, nato prematuro come me, in una mano. Lui ti somiglia tantissimo. A volte fa dei gesti e usa delle parole che mi sembra di vedere te. Gli manchi, sai, ai tuoi ragazzi.

Sono cresciuti. Ora Giovanni sta facendo il quarto anno d’ingegneria. Ha scelto la tua stessa facoltà. Ama la musica che amavi tu. Non sta tanto bene Giovanni. Ha tante paure ma è forte e ironico e cerca di andare avanti al meglio. Avrebbe bisogno di suo padre.

E Dodo che pezzo di ragazzo! Ha pure la fidanzatina ed è sempre bramoso di abbracci e di tenerezza. Solo i suoi occhi tradiscono la profonda tristezza che si porta dentro.

E poi c’è zia Giovanna, la donna della tua vita. Quella che hai amato sempre, fino alla fine. Quella che andavi a prendere a scuola quando eravate fidanzati ed hai continuato ad andare a prendere a scuola, quando terminava il suo lavoro d’insegnante.

Quella che guardavi geloso perché per te era la più bella anche dopo 30 anni insieme. Chè vi siete fidanzati bambini voi due.

A volte la guardo e provo un dolore immenso dentro, pensando che lei, ancora così giovane, non deve più avere labbra che la sfiorano, braccia che la stringono.

Le tue labbra.                                                                                

Le tue braccia.

Io non credo nell’Inferno e nel Paradiso, lo sai e questo ti faceva anche incazzare un po’. Oggi fa incazzare me, che non ho la consolazione di pensare che un giorno ci rivedremo da qualche parte, in uno dei due mondi danteschi. Io non riesco ad averla questa umanissima consolazione.

Ma non riesco neanche ad immaginarti a marcire nella terra fredda. Tu odiavi il buio. Tu amavi il sole ed il teatro e la tua famiglia sopra tutto il resto. Il resto… Il resto di niente. Un libro che ti piaceva molto perché eri appassionato della storia di Napoli. Quando tu e zia Giovanna andavate in giro per fare spese, per buona parte del tempo la portavi a visitare chiese e palazzi dimenticati da tutti, nei quali c’erano tanti pezzi della nostra storia.

Scusami zio se vagheggio un po’, se faccio voli pindarici, ma mentre scrivo mi passano davanti tanti, troppi ricordi così le mani sulla tastiera corrono impazzite e non sempre seguono un filo logico.

Sei morto in un caldo giorno di Maggio.

Un mese prima avevamo festeggiato il tuo cinquantunesimo compleanno. Già allora la morte aleggiava maligna su quelle allegre candeline. Tu sapevi. Sapevi che saresti andato via con lei dopo poco. Eri tanto stanco e soffrivi molto. Ma ogni notte, anche se il dolore non ti permetteva di dormire disteso sul letto, appena sentivi che Giovanni o Dodo si avvicinavano alla tua stanza, ti fiondavi nel letto e fingevi di dormire per permettere ai tuoi figli di dormire.

Quanto amore. Quanto amore ho imparato da te zio. Talmente tanto che quando mi sento a pezzi, quando la vita mi pone davanti sempre salite pericolose e faticose, quando la tristezza s’impossessa per troppo tempo dei miei occhi, io ripenso a tutto quell’amore e sorrido.

Si, zio, sorrido. Perché tu mi hai insegnato durante tutti gli anni e soprattutto durante i mesi che sei stato male, che la vita è troppo bella per essere sprecata.

Mi hai lasciato una grande eredità.

Il tuo amore per la vita.

Scriverò ancora di te zio. Ma ora non ci riesco più.

Ora voglio chiudere gli occhi e immaginare che tu stia girando per il mondo  alla ricerca di tutte le chiese ed i palazzi antichi e le librerie. E stai  sorridendo ma poi mi strizzi l’occhio e continui il tuo viaggio.

 


postato da: iisabel alle ore 00:05 | link | commenti (10)
categorie: emozioni
giovedì, 01 marzo 2007

Mentre leggo Saramago..

TRE MADRI

Madre di Tito:
"Tito, non sei figlio di Dio,
ma c'è chi muore nel dirti addio".

Madre di Dimaco:
"Dimaco, ignori chi fu tuo padre,
ma più di te muore tua madre".

Le due madri:
"Con troppe lacrime piangi, Maria,
solo l'immagine d'un'agonia:
sai che alla vita, nel terzo giorno,
il figlio tuo farà ritorno:
lascia noi piangere, un po' più forte,
chi non risorgerà più dalla morte".

Madre di Gesù:
"Piango di lui ciò che mi è tolto,
le braccia magre, la fronte, il volto,
ogni sua vita che vive ancora,
che vedo spegnersi ora per ora.
Figlio nel sangue, figlio nel cuore,
e chi ti chiama - Nostro Signore -,
nella fatica del tuo sorriso
cerca un ritaglio di Paradiso.
Per me sei figlio, vita morente,
ti portò cieco questo mio ventre,
come nel grembo, e adesso in croce,
ti chiama amore questa mia voce.
Non fossi stato figlio di Dio
t'avrei ancora per figlio mio".


Testo: Fabrizio De Andrè


postato da: iisabel alle ore 13:11 | link | commenti (4)
categorie: poesie