Il vento caldo o freddo, violento o carezzevole. Eccitante o mortale. Il vento libero di andare e tornare. Libero di volare.
Ho voglia di una bella bistecca alla fiorentina, di patatine fritte, insalata croccante,di un buon vino rosso, del fuoco del camino e di una compagnia piacevole con cui gustare il cibo e.... E il resto non lo scrivo. Spazio all'immaginazione e alla fantasia.
Stanza d’albergo. Calda e pulita. Un uomo,una donna. Respiri affannosi e gemiti sussurrati. C’è uno specchio alla parete ai piedi del letto. Lui le dice "Guardati. Guarda quanto sei bella.” Lei sorride ma non volge lo sguardo allo specchio. Lui le ripete” Guardati. Perché non vuoi farlo? Sei così bella in questo momento!” Allora lei si guarda. Nello specchio c’è lei, i capelli scarmigliati, il viso arrossato, gli occhi appannati e il suo corpo morbido inguainato in sensuale lingerie. E c’è lui. Per un attimo lei si sente estraniata dal suo corpo. Cosa ci fa lì? Quasi non si riconosce. Quasi non crede alla bellezza di quella donna in quel momento. Chiude gli occhi e muove lenta i fianchi e poi più veloce. Vuole riportare l’uomo sul letto e togliergli gli occhi da quello specchio. Chiude gli occhi e si concentra sui suoi umori e su quelli di lui. Chiude gli occhi e dimentica che non è lui l’uomo che desidera. Non la sua pelle né il suo viso né il suo sesso. Forse solo le mani di quell’uomo le ha desiderate. Si stacca piano e sale su di lui. Sempre ad occhi chiusi lo cavalca con sapienza e voracità. Lui arriva mentre è in lei, col profilattico che ha fatto bene il suo lavoro. Lei ringrazia quell’aggeggio gommoso. Non voleva il suo seme dentro. Lei voleva solo le sue mani. Ora lo sa e in fondo lo ha sempre saputo. Ed ora non vuole più neanche quelle.
Lentamente muore chi diventa schiavo dell'abitudine, ripetendo ogni
giorno gli stessi percorsi,
chi non cambia la marcia,
chi non rischia e cambia colore dei vestiti,
chi non parla a chi non conosce.
Muore lentamente chi evita una passione,
chi preferisce il nero su bianco
e i puntini sulle "i" piuttosto che un insieme di emozioni,
proprio quelle che fanno brillare gli occhi, quelle che
fanno di uno sbadiglio un sorriso, quelle che fanno battere il cuore
davanti all'errore e ai sentimenti.
Lentamente muore chi non capovolge il tavolo,
chi e' infelice sul lavoro,
chi non rischia la certezza per l'incertezza per inseguire un sogno,
chi non si permette almeno una volta nella vita di fuggire ai
consigli sensati.
Lentamente muore chi non viaggia,
chi non legge,
chi non ascolta musica, chi non trova grazia in se stesso.
Muore lentamente chi distrugge l'amor proprio, chi non si lascia
aiutare; chi passa i giorni a lamentarsi della propria sfortuna o
della pioggia incessante.
Lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo,
chi non fa domande sugli argomenti che non conosce, chi non
risponde quando gli chiedono qualcosa che conosce.
Evitiamo la morte a piccole dosi, ricordando sempre che essere
vivo richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto
di respirare.
Soltanto l'ardente pazienza porterà al raggiungimento di una
splendida felicita'.
Pablo Neruda
“Che non si regala l'intelligenza e la compagnia" così canta fossati nella "Disciplina della terra" ed io amo queste poche parole che racchiudono un senso profondo. Che è facile dirle o ascoltarle ma difficilissimo "sentirle". Che a volte le insicurezze, le paure e la solitudine ti fanno regalare a chi non merita o semplicemente non capisce o non ne è all'altezza, la tua intelligenza o peggio la tua compagnia. Che non serve tirare sangue dalle rape e condividere emozioni con chi non sa emozionarsi. Che ti toglie energie e ti distoglie il cuore da chi potrebbe amarlo il tuo cuore. Che sarebbe bello riuscire ad attuarle sempre quelle parole, e non con il cervello ma con i sensi. Che quando regali una parte di te bisogna che dall'altro lato ci sia chi è capace di sentirne il senso profondo. Nel bene e nel male. Che non si può dare senza ricevere. Che non siamo santi. Che anche i santi avevano la loro gratificazione personale nel sentirsi votati all'altro. Che siamo umani e abbiamo l’esigenza assoluta di scambiarci la pelle e il sangue ed i pensieri con l’altro. Che, però, non sempre l’altro è quello proprio giusto per noi. Anche solo per un attimo. Anche solo per quell’unica emozione. Che è così e così sia.
Lui non ci arrivava proprio. Non riusciva a capire cosa quella donna volesse da lui. E devo dargli atto che Lucrezia è una donna complicata e difficile. Ma in fondo non lo sono più o meno tutte? Noi maschietti siamo più diretti, tra i nostri pensieri e le azioni che seguono c'è maggiore linearità e forse onestà. Ma voi fanciulle!!! Ragazzi quanto è difficile starvi dietro!
To be continued...