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Il vento caldo o freddo, violento o carezzevole. Eccitante o mortale. Il vento libero di andare e tornare. Libero di volare.

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domenica, 31 dicembre 2006

Oh Morfeo

Mi sento triste stanotte e sola. Un nodo denso mi stringe la gola e vorrei vomitarlo via. Ma ho voluto scordare come si vomita. Vorrei essere stretta tra le braccia di chi saprebbe accarezzare le mie lacrime. Ma non c'è nessuno stanotte e domani sarà troppo tardi. Il pianto sarà risucchiato da tante, troppe cose da fare nei frenetici preparativi per l'anno che arriva. Andrò ad una cena dove non vorrei più andare e disdire sarebbe complicato e penoso. E non voglio più pene ora. Desidero solo perdermi in un abbraccio. Lungo, caldo, abbandonato. Desidero appoggiare la testa sul petto di chi saprebbe tenerla. Come una bambina. Senza paura di sbagliare, di chiedere e di ricevere. Con tutta l'ingenuità e tenerezza che mi porto dentro, nascosta agli occhi di chi( molti) non vuole vederla. Mi avvolgo le braccia intorno. La mia pelle è piacevolmente calda. Ma non si può abbracciare se stessi, sarebbe solo un'illusione onnipotente.Per un abbraccio bisogna essere in due. Almeno in due. Ed entrambi devono sapere e volere abbracciare l'altro. Ho freddo e sono stanca delle parole. Scritte, urlate, sussurrate. Parole dure o dolci. Sono stanca. Io stanotte voglio solo assere abbracciata e accarezzata teneramente, lentamente, senza fretta e senza domande nè dubbi nè luci che accechino la dolcezza. Mi abbandonerò al sonno e ad esso chiederò di sfiorarmi i capelli e stringendomi, di portarmi via per un pò da questa tristezza che sa di amaro. Perchè stanotte mi sento sola e in fondo lo sono.


postato da: iisabel alle ore 02:16 | link | commenti (1)
categorie: certe notti
martedì, 19 dicembre 2006

Un principio di storia

Claudia è in macchina, ferma accanto al mare. Le piace quell’angolo della sua città. E’ vicinissimo alla strada eppure stranamente silenzioso. Fa freddo ma c’è il sole. Il mare, il suo amato mare, si muove lento a lambire la spiaggia. Pensa a lui, alla sua voce, ai suoi sguardi un tempo, non tanto lontano, pieni di lei.

Di chi o cosa saranno pieni adesso?

Lui era andato via. Poche righe in una gelida e-mail e tutto era finito.

Claudia guarda il mare e vorrebbe che l’acqua salata le portasse via il dolore. Se fosse stato possibile, si sarebbe immersa in quell’acqua, l’avrebbe lasciata scorrere sulla pelle, tra i capelli, sugli occhi facendola entrare dentro di sé a lavarle via quell’assurdo dolore. Ma l’acqua non può cancellare il dolore, questo Claudia lo sa.

Invano cerca segni della presenza di lui in quel posto. Immagina di sentirlo arrivare, di avere le sue braccia che l’avvolgono da dietro, di sentire la sua voce nelle orecchie.

Ama la sua voce e la sua bocca. Ha impressa sulla pelle la scia delle sue labbra, come un marchio di fuoco. Come può ora la sua pelle vivere senza la saliva calda  del suo uomo? Si sente sola la sua pelle. E disperata.

Arriva un’altra macchina. All’interno una coppia mangia in silenzio un panino. Claudia si chiede da quanto tempo stiano insieme. Se sono sposati o vecchi amanti annoiati. Le fa piacere che sia arrivato qualcuno a distrarla per un attimo dal suo dolore. Sa che deve viverlo fino in fondo per superarlo e non ha paura di farlo. Ma oggi non ci riesce. Non vuole riuscirci. Si vuole regalare una tregua e la coppia nella macchina accanto è la sua tregua.

Le piace osservare le persone e cercare di capire da uno sguardo, da un gesto, dalla piega delle labbra, come sia la loro vita e se abbiano una vita o semplicemente si limitino a vivere quella degli altri.

 


postato da: iisabel alle ore 22:46 | link | commenti
categorie: una storia
lunedì, 18 dicembre 2006

Ieri notte

Non ho sonno e continuo a fumare. Tra un po’ andrò a letto e mi concederò sogni e fantasie sensuali con le quali incanterò Morfeo ed lo indurrò ad avvolgermi tra le sue braccia calde.

Domattina tutto sarà diverso o forse uguale. Mi sveglierò presto, farò la doccia, truccherò gli occhi ed indosserò il tailleur nero che tanto mi piace. Poi, con la professionale borsa andrò al lavoro e per alcune ore ( forse molte ) dimenticherò i sinuosi pensieri notturni.

Il mio vestito, domani, sarà proprio quello che ci si aspetta che indossi.

Ma poi, in fondo, anche quel vestito è mio, come tanti altri appesi negli armadi della mia anima. Diversi come diversa posso essere io nella commedia della vita.

Ora però sono sola. Posso dormire nuda con addosso solo il mio odore e la carezza piacevole dei miei capelli.

Ed una volta ancora, libera, sogno perché io voglio e  so sognare.


postato da: iisabel alle ore 22:44 | link | commenti (1)
categorie: certe notti
lunedì, 11 dicembre 2006

Mmmmmmmm


postato da: iisabel alle ore 17:59 | link | commenti (1)
categorie: sensi, sensualità
venerdì, 08 dicembre 2006

Natale sta arrivando...

Qualche giorno fa ho fatto una lunghisssima passegiata per i vicoli storici della mia città. Era una giornata dal clima mite. Ero sola ma non mi sentivo sola. Respiravo a pieni polmoni l'aria ricca di luci e di odori e mentre mi gustavo golosamente una sigaretta, una delle tante,mi sono sentita serena. Non avvertivo la mancanza di nulla in quel momento. Non c'era in me tristezza, nè malinconia, nè senso di solitudine. Mi stavo godendo in pieno quel mio camminare attraverso la città, osservando incuriosita i volti delle persone che mi scorrevano accanto, annusando gli effluvi di profumi vari, misti al caratteristico odore dei forni dei pizzaioli, assaporando con tutta la pelle e l'anima il sapore del Natale imminente.

Avevo camminato 100, 1000 e più volte per quelle strade, eppure riscivano ancora e sempre ad emozionarmi.

Sono rientrata a casa stanchissima ma piena. Niente vuoti da colmare quella sera. Niente malinconie nè mancanze. Niente occhi ansiosi puntati al futuro nè sguardi incastrati nel rimpianto o nel peso del proprio passato. Niente di tutto ciò. C'era solo il presente, il mio presente e una grande e bellissima luna piena per farmi incantare.

 


postato da: iisabel alle ore 18:51 | link | commenti (1)
categorie: vir napoli e pò muor
mercoledì, 06 dicembre 2006

Giornata pesante e strana oggi. Mi sento inquieta. Accendo la tv e trovo la solita trasmissione su Napoli. La mia città, un tempo grassa e florida puttana, che oggi sembra un pò più puttana ma di certo non tanto florida. Sono stanca di sentir gridare le solite banalità alla tv.

Il numero dei morti ammazzati...... che, per inciso non mi pare maggiore di quello dell'anno scorso ma....

L'emergenza rifiuti... Quella c'era 1 anno fa, 2 anni fa, 3 anni fa...

La microcriminalità anche questa non mi pare sia comparsa 5 minuti fa...

E allora perchè proprio ora non si fa altro che parlare di Napoli??? Mi viene un'idea!!!!! 

Vuoi vedere che c'è sotto una bella manovrona politica???

 Vuoi vedere che forse  il Governatore,  tentando d'ingozzarsi della cremosa torta partenopea tutto da solo, sta diventando un tantino inviso ai suoi stessi "compagni"???

Bà... Ci penserò.... Per ora stacco la spina, metto su la mia musica, riapro il libro che sto leggendo e per un pò mi dimentico della destra, della sinistra e ( aimè) anche del recidivo centro!!!!


postato da: iisabel alle ore 23:49 | link | commenti
categorie: vir napoli e pò muor